Come (ci) cambia la tecnologia: discriminazioni e disuguaglianze nella società degli algoritmi

Coordinatori: Prof. Arcidiacono, Prof. Giuffrè, Prof. Pennisi, Prof. Salanitro, Prof.ssa Zappalà; Dott.ssa Calipari, Dott. Di Cataldo, Dott. Parasiliti, Dott.ssa Pontillo, Dott.ssa Sagone.

Il XXI secolo si caratterizza come un momento storico segnato da profonde trasformazioni – in parte ereditate dal passato, in parte determinate da eventi recenti – le più significative delle quali traggono origine dalla globalizzazione e dallo sviluppo tecnologico.

Viviamo nell’epoca dell’interconnessione, immersi in contesti sempre più interattivi, dove i confini tra umano e artificiale tendono a sgretolarsi sotto la spinta di una crescente interazione tra sfera fisica e sfera digitale.

Sebbene tali fenomeni sembrerebbero implicare l’emergere di una pluralità di valori favorevoli agli ideali di equità e giustizia, si manifesta, tuttavia, in maniera via via più evidente, il carattere controverso delle trasformazioni in atto, sia in relazione ai singoli che alla società nel suo complesso.

La crisi pandemica ha dimostrato le enormi potenzialità delle nuove tecnologie, e in particolar modo di quelle digitali, sugli stili di vita, sui modelli di produzione e consumo, sui meccanismi e le modalità di regolazione sociale ed economica, aprendo ulteriori scenari afferenti ai processi decisionali e gestionali del soggetto pubblico. Tale evento ha contribuito ad accelerare alcuni dei processi in atto (tra cui la transizione digitale, la transizione ecologica, ma anche la platform economy, la riorganizzazione delle dinamiche e degli spazi aziendali), mettendo in evidenza molte delle contraddizioni delle società contemporanee.

Si tratta naturalmente di questioni complesse che aprono innumerevoli spazi di riflessione, in particolare in relazione all’impatto generato dalla trasformazione tecnologia sulla forbice delle diseguaglianze (territoriali, economiche, sociali, di genere e generazionali) e al rischio che l’innovazione possa dare luogo a nuove forme di discriminazione.

La call intende stimolare un dibattito a partire dalle seguenti tematiche, che indicano, a titolo puramente esemplificativo, alcuni dei possibili ambiti di discussione.

Divari territoriali e innovazione. La pandemia ha messo in luce la rilevanza dei territori e della loro dotazione istituzionale, infrastrutturale e sociale nel contrastare le crisi e, più in generale, stimolare l’innovazione, la competitività, l’occupazione e la coesione sociale. I divari territoriali e la questione delle aree interne sono stati riportati all’attenzione degli studiosi, essendo ravvisabile una consistente azione, tanto da parte delle istituzioni sovranazionali quanto da parte di quelle nazionali, finalizzata a ridurre i divari e protendere verso una auspicata convergenza economica e sociale. Difatti, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il più ampio programma europeo Next Generation EU, propongono un rinnovato attivismo statale in molteplici ambiti di policy. In tal senso, si propone di stimolare giovani studiosi a una riflessione approfondita e critica circa il possibile impatto socioeconomico di tali misure sul tema delle diseguaglianze. Si pensi, a titolo esemplificativo, agli investimenti in infrastrutture (fisiche e digitali) nelle aree meno sviluppate onde accrescerne l’attrattività agli occhi degli operatori economici in un periodo di forte ripensamento delle catene globali del valore; o, ancora, alle opportunità ma anche ai costi sociali della transizione digitale.

Presente e futuro del lavoro. Le tecnologie digitali stanno trasformando profondamente il mercato del lavoro e le relazioni di impiego; proliferano le forme di remote work (es. platform work, smart working) e il modello piattaforma si impone come forma di impresa dalla vocazione egemonica con implicazioni rilevanti, anche dalla portata sistemica.

Nello scenario contemporaneo, la destrutturazione (giuridica, economica, sociale) intervenuta sul fronte del lavoro ha messo in crisi i mezzi che sono stati essenziali per la riproduzione sociale nel secolo scorso: l’occupazione, il contratto, il salario e la pensione. In questo quadro, segnato dal dilagare del fenomeno dell’in-work poverty, si rilancia il dibattito intorno all’universalizzazione dei sistemi di protezione socialee in particolare in merito all’Universal Basic Income.

La crescente liquidità dei mercati del lavoro, la maggiore frequenza delle transizioni occupazionali e la trasformazione “qualitativa” del lavoro sollevano, in particolare, interrogativi sul fronte delle competenze personali e del loro riconoscimento (es. digital skills, skills shortage, portable rights, ecc.).

Con questa call intendiamo contribuire all’individuazione delle questioni emergenti in questo scenario e fornire indicazioni utili alla classe politica e ai professionisti del diritto per tutelare le componenti più deboli dell’assetto tecnologico ed economico che va delineandosi.

Decisioni pubbliche e algoritmi. Sono già diversi i casi giudiziari che hanno messo in luce alcune delle criticità derivanti dall’uso degli algoritmi nei processi decisionali pubblici, legate prevalentemente alla difficoltà di afferrare i meccanismi di funzionamento delle macchine, alla non perfetta corrispondenza fra logiche informatiche e logiche giuridiche, all’elevato rischio di discriminazioni. Il progressivo ricorso alle nuove tecnologie nell’erogazione dei servizi pubblici, in sostituzione dell’intervento umano, riuscirà a garantire una adeguata tutela dei diritti fondamentali dell’uomo? Quali sono le sfide per gli ordinamenti giuridici e le risposte che essi possono fornire? In ambito fiscale, ad esempio, si discute già di come gli algoritmi potrebbero compiere operazioni in numero di molto superiore rispetto a quelle eseguibili dalla sola componente umana, e in tempi più brevi, dalla fase della raccolta di dati che concorrono alla ricostruzione della situazione economico/reddituale del contribuente fino all’emissione di un eventuale atto impositivo. Quali interrogativi solleva l’incombenza di tale scenario? Più in generale, quali questioni pone l’adozione di decisioni amministrative tramite formule algoritmiche alla luce dei principi del diritto amministrativo? E ancora, in che modo l’impiego degli algoritmi nei processi decisionali pubblici incide sugli spazi di esercizio del potere pubblico e a quali rischi espone?

Agli autori è richiesto un long abstract (secondo il modello di riferimento, scaricabile qui), che non deve superare le 7.000 battute spazi inclusi, al netto di titolo e bibliografia.

I long abstract dovranno pervenire entro le 23:59 del 10 settembre 2022 tramite l’apposita sezione “Submission & peer review” di questa piattaforma.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare il Comitato tramite l’indirizzo cndss2022@gmail.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: