Sesso e genere: prospettive intersezionali e visioni plurali nella ricerca sociale contemporanea

Il genere rappresenta oggi l’indicatore più immediato delle trasformazioni sociali che attraversano le società contemporanee: tagliando trasversalmente più o meno tutti i campi del vivere civile e del sapere sociale ed influenzandone la percezione e le dinamiche, gli studi di genere costituiscono un’area estremamente significativa e rilevante per la ricerca sociale.

È da molti anni che si cerca di porre al centro del dibattito scientifico l’eguaglianza tra i generi: tuttavia, esiste ancora oggi un enorme divario tra i diritti formalmente sanciti ed il livello di parità effettivamente garantito a uomini e donne nei vari ambiti del vivere civile. Tale “soffitto di cristallo”, frutto di un ordine patriarcale, genderista ed eteronormativo che opera la sua azione in modo indiretto e sommerso, genera una recrudescenza nella violenza domestica, di prossimità e nel contesto lavorativo cui siamo nostro malgrado quotidiani spettatori e al quale sono principalmente soggette le donne. E i primi dati relativi la pandemia non sono certo incoraggianti.

Parallelamente alla lettura dicotomica “classica” — che distingue i soggetti sessuati sulla base dei discorsi fondativi delle teorie di genere, e che dall’opposizione tra biologismo e costruzionismo ha generato teorie che hanno rafforzato la stessa identità femminile e femminista come entità non dipendente da discorsi altri —, negli ultimi quarant’anni l’area è stata arricchita dall’emersione politica, sociale, culturale dei movimenti di genere, che leggono in maniera critica quegli stessi discorsi fondativi e proiettano il dibattito verso nuove prospettive. La messa in crisi di un’ottica binaria, basata su un’ideale equivalenza dei concetti di sesso e genere, ha innescato processi trasformativi estremamente pervasivi, che hanno inequivocabilmente influito sulle dinamiche sociali, politiche ed economiche cui quotidianamente siamo partecipi, nonché sui prodotti culturali ad esse associati. Tali trasformazioni — accelerate e incentivate dalla digitalizzazione, la quale ha non solo favorito la percezione di un senso di prossimità e comunità tra pari, ma anche offerto un luogo di confronto, condivisione e dibattito circa queste tematiche — hanno, inoltre, agito sul modo in cui gli scienziati sociali impiegano, rielaborano e rivalutano i propri strumenti teorici e metodologici al fine di cogliere ed analizzare la molteplicità e la complessità della società contemporanea.

A causa di tutto ciò, il ricercatore sociale oggi impegnato nel vasto campo degli studi di genere si trova a destreggiarsi tra diverse sfide, le quali si aprono a ventaglio su una molteplicità di temi, indirizzi, competenze e approcci cui l’interdisciplinarietà e la sensibilità verso nuove prospettive ed esperienze risultano requisiti chiave. Infatti, se studi recenti hanno esplorato similitudini e differenze tra gruppi sociali in termini di orientamento sessuale, genere, età e razza/etnia, restano ancora per lo più marginalizzate (soprattutto in Italia) quelle dimensioni liminali ed interstiziali che negli ultimi anni sono andate affermando il proprio particolarismo. Non a caso, la stessa sigla LGBT ha subito più volte rimodulazioni, andando ad integrare nuove categorie di individui, delle quali il simbolo terminale “più” o “plus” (+) rappresenta non solo la varietà e il potenziale, ma anche il desiderio di apertura, il pluralismo e la visione comunitaria.

In accordo con quanto presentato in queste brevi note introduttive, la presente call è aperta a contributi di carattere sia teorico che empirico e afferenti a diverse prospettive epistemologiche e metodologiche circa le diverse questioni femminili e di genere. La sezione si pone in un’ottica inclusiva, che tiene conto sia di temi e metodi consolidati che di più recenti teorie e approcci alla ricerca, nonché delle nuove identità di genere emergenti.

 Qui di seguito si offrono (a titolo puramente esemplificativo) alcuni possibili ambiti di riflessione:

  • Sesso, Genere e ricerca sociale fra tradizione e innovazione
  • Violenza di genere, politiche pubbliche e misure di contrasto
  • Gender gap, inclusività e disuguaglianze sociali
  • Nuovi Media e comunicazione di genere
  • Culture di genere nella società globalizzata
  • La famiglia e la genitorialità in trasformazione
  • Nuove forme di maschilità
  • Stili di vita e salute: benessere e diritti riproduttivi
  • Sessualità ed invecchiamento
  • Immagine corporea, genere e disabilità
  • Il genere nell’era post-covid

Il long abstract non deve superare le 2000 parole, al netto di titolo e di bibliografia. Le proposte devono pervenire entro il 30 settembre 2021 ai coordinatori della sezione:

ROSA SORRENTINO: rosa.sorrentino@unina.it

CARMINE URCIUOLI: carmine.urciuoli@unina.it

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