Metodi per la ricerca sociale: tradizione, innovazione e sfide contemporanee

I profondi mutamenti che hanno caratterizzato la società negli ultimi decenni hanno condotto il dibattito sociologico verso un ripensamento della ricerca sociale a ragione delle nuove sfide epistemologiche con cui i ricercatori sociali quotidianamente si misurano. La tradizionale discussione sul tema qualità/quantità è oggi arricchita da nuovi contributi. Se da un lato, infatti, l’utilizzo di metodi quantitativi riveste un ruolo di fondamentale importanza nell’ambito delle scienze sociali (volto, ad esempio, alla misurazione di costrutti latenti mediante un insieme di indicatori e alla verifica di possibili nessi causali tra loro), ancora oggi studiosi di tutto il mondo non possono escludere il beneficio conferito alla ricerca sociale dal fattore esperienziale soggettivo, volto all’attivazione dei processi concomitanti di costruzione, acquisizione, informazione e comprensione fenomenica tipica dell’approccio qualitativo. Già da anni, inoltre, il contributo della scuola anglosassone dei Mixed Methods ricorre a prospettive multiple ed integrate per superare la rigidità del dualismo metodologico di stampo tradizionale, sviluppando soluzioni innovative per indagare i molteplici aspetti della vita sociale e andando così a costituirsi come possibile “terza via” della ricerca sociale. A partire dagli anni ‘90, infine, la logica del Web ha permesso di disegnare nuovi spazi e linguaggi per la costruzione di relazioni, per la condivisione della conoscenza e per i processi di produzione di significato utili a comprendere il cambiamento sociale. Nella nostra quotidianità, la pervasiva presenza degli oggetti, delle tecniche, delle pratiche e delle rappresentazioni tipiche dell’ambiente digitale ha condotto ad un necessario ripensamento delle tradizionali dimensioni analitiche alla luce delle nuove famiglie di metodi di ricerca: i metodi virtuali e i metodi digitali, che aprono infatti ad ampie e nuove possibilità di osservazione e studio dei fenomeni sociali. Recensioni, tweet, like, foto, collegamenti, condivisioni, meme, post, tag ecc. sono solo una parte di miliardi di tracce digitali che quotidianamente lasciamo in rete, attraverso le quali è possibile ricostruire con precisione gusti, opinioni e atteggiamenti di ogni individuo. I big data rappresentano, dunque, una proficua base empirica per tutti coloro che indagano i fenomeni sociali in rete grazie soprattutto al supporto delle API che per molto tempo ne hanno permesso l’accesso gratuito. Per essere in grado di descrivere e analizzare questa ricchezza di informazioni, anche gli scienziati sociali hanno iniziato a servirsi di metodi analitici computazionali per assemblare, filtrare e interpretare gli user generated-data. Tuttavia, non tutte le domande di ricerca trovano adeguata risposta attraverso questo tipo di indagine, perché gli oggetti digitali sono così eterogenei che non basta affidarsi ad un unico strumento e indagarli indistintamente.

In questa ricca cornice si inserisce una particolare attenzione al dato testuale, la CNDSS 2021 lavorerà alla proposta di un panel composto da giovani ricercatori afferenti all’area delle scienze sociali nell’ambito della conferenza internazionale di analisi statistica dei dati testuali (JADT) che si terrà a Napoli nel 2022. Il comitato scientifico che presiede questa edizione si è mostrato interessato a dedicare uno spazio a contributi di giovani ricercatori, dottorandi e neolaureati. Inoltre, saranno organizzati eventi con la collaborazione tra i due comitati.                                                         Dunque, alla luce di queste evoluzioni, la sezione mira a raccogliere contributi interessanti al fine di indagare circa le sfide epistemologiche e metodologiche con cui i ricercatori sociali si mettono oggi alla prova, e accogliendo contributi di carattere sia teorico che ricerche di tipo empirico.

A titolo puramente esemplificativo vengono elencati di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:

  • Applicazione del metodo etnografico
  • Tecniche e strumenti di indagine qualitativa (Interviste, Focus group, Grounded theory etc.)
  • Metodi e tecniche visuali
  • Costruzione di indicatori compositi
  • Modelli a variabili latenti
  • Modelli a classi latenti
  • Metodi di classificazione e di clustering
  • Modelli di misurazione
  • Integrazioni tra metodi qualitativi e quantitativi
  • Mixed-methods
  • Tecniche di raccolta, organizzazione e analisi dei dati
  • Osservare, leggere e interrogare: il ruolo del ricercatore sul campo digitale
  • Etnografia, Netnografia e Digital ethnography: l’evoluzione del metodo etnografico, dall’approccio tradizionale alla sua trasposizione digitale
  • Complementarità ed esclusività degli approcci e degli orientamenti di ricerca online
  • Principi etici della ricerca sociale digitale
  • Limiti e difficoltà di ricerca durante la pandemia da Covid-19
  • Tecniche di raccolta dati digitali post API
  • Tecniche di analisi per nuovi oggetti digitali: hyperlink, meme, tag
  • Ibridazione e innovazione tra metodi e tecniche per l’analisi della comunicazione sulle piattaforme sociali
  • Metodi e tecniche di analisi della censura sulle piattaforme algoritmiche
  • Analisi automatica dei dati testuali
  • Analisi quantitativa dei dati testuali
  • Linguistica computazionale
  • Text mining

Il long abstract non deve superare le 2000 parole, al netto di titolo e di bibliografia. Le proposte devono pervenire entro il 30 settembre 2021 ai coordinatori della sezione:

SUANIA ACAMPA: suania.acampa@unina.it

NOEMI CRESCENTINI: noemi.crescentini@unina.it

ROSA FABBRICATORE: rosa.fabbricatore@unina.it

ROCCO MAZZA: rocco.mazza@unina.it

GIUSEPPE MICHELE PADRICELLI: giuseppemichele.padricelli@unina.it

ROSA SORRENTINO: rosa.sorrentino@unina.it

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: