Oltre l’accademia
L’impegno pubblico delle scienze sociali
Il presente storico, attraversato da molteplici crisi interconnesse – ambientali, (geo)politiche, socio-economiche e culturali – sollecita gli intellettuali a non limitarsi all’osservazione e all’interpretazione dei fenomeni, ma ad assumere un ruolo attivo nel costruire conoscenza condivisa ed elaborare un orientamento critico. Michael Burawoy, nel suo manifesto Per una Sociologia Pubblica, ha messo in luce come le scienze sociali possano avere un impatto reale solo se capaci di dialogare con la società civile, rendendo la conoscenza scientifica accessibile, situata e socialmente rilevante. Allo stesso modo, Geoffrey Pleyers ha sottolineato, a partire dallo studio dei movimenti sociali globali, come una sociologia globale in trasformazione richieda agli studiosi di sviluppare pratiche cooperative, superare i confini nazionali e disciplinari, e ancorare la ricerca alle istanze concrete dei soggetti sociali. Nel suo discorso inaugurale in qualità di Presidente dell’ISA, lo stesso ha sottolineato che:
«La grande sfida del nostro tempo è il graduale emergere di una coscienza globale che ci permetta di affrontare insieme le sfide comuni del XXI secolo, a partire dal riscaldamento globale, dalla crisi ambientale, dall’aumento delle disuguaglianze e dalle minacce alla democrazia. Se noi sociologi saremo all’altezza del compito, la sociologia contribuirà a questa presa di coscienza planetaria e prenderà il suo posto nella risoluzione delle sfide di questo secolo».
In questo contesto, l’Università è sempre più chiamata a favorire il dialogo tra saperi accademici e società, promuovendo processi di co-produzione della conoscenza e forme di impegno pubblico della scienza. La Conferenza si propone dunque di offrire uno spazio di confronto interdisciplinare sui principali nodi teorici ed empirici delle scienze sociali contemporanee, valorizzando il dialogo tra discipline, territori e attori sociali. Laureate e laureati magistrali, dottorande e dottorandi, ricercatrici e ricercatori – quali membri di una comunità in formazione – possono dare impulso a pratiche di confronto più inclusive e capaci di incidere sul dibattito pubblico e sulle traiettorie sociali future.
In continuità con le riflessioni sviluppate nelle edizioni precedenti, che hanno posto al centro la complessità, gli intrecci e le interdipendenze tra fenomeni sociali, l’edizione di Bari si propone di interrogare il rapporto tra produzione scientifica, sfera pubblica e trasformazioni sociali. La Conferenza intende contribuire a questa riflessione attraverso due giornate di approfondimento in chiave multidisciplinare e intersezionale, valorizzando prospettive comparate e autenticamente internazionali, capaci di superare un orizzonte eurocentrico e di aprirsi a contesti geografici e culturali diversi, attorno a questioni riconducibili alle seguenti aree tematiche.
[1] Burawoy, M. (2005). For Public Sociology. American Sociological Review, 70(1), 4–28. https://doi.org/10.1177/000312240507000102.
[2] Borghini, A. (2020). Public sociology and southern European societies: A critical view. Revista Española de Sociología, 29(1), 15–32. http://dx.doi.org/10.22325/fes/res.2020.02.
[3] Hossfeld, L., Kelly, E. B., & Hossfeld, C. (a cura di) (2021). The Routledge International Handbook of Public Sociology. Routledge.
[4] Pleyers, G. (2023). Una sociologia globale in trasformazione. Sociologia Italiana, 23(3), 7–12. http://hdl.handle.net/2078.1/282713.
AREA TEMATICA 1
Potere, rappresentanza e fiducia
Le trasformazioni che attraversano le società contemporanee stanno ridefinendo forme e manifestazioni del potere, con effetti che si estendono dalla dimensione della vita quotidiana fino agli equilibri geopolitici su scala globale. L’emergere di nuovi attori e il declino di quelli tradizionali delineano un orizzonte complesso, segnato da sfide e opportunità inedite.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Poteri e saperi;
- Nuove geografie del potere;
- Crisi della rappresentanza politica e sociale;
- Saperi, istituzioni e legittimazione;
- Fiducia e produzione del consenso;
- Egemonia e dispositivi di potere;
- Deliberazione e partecipazione democratica;
- Rappresentanze e rappresentazioni del potere;
- Regimi visivi di rappresentazione delle subalternità.
AREA TEMATICA 2
Welfare, politiche pubbliche e giustizia sociale
Le trasformazioni economiche, sociali e demografiche in atto impongono di ripensare il ruolo del welfare, delle politiche pubbliche e della giustizia sociale come strumenti fondamentali per ridurre le disuguaglianze, garantire diritti e favorire la coesione da parte di attori sociali e istituzionali, dalle Pubbliche amministrazioni al Terzo settore.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Innovazione sociale e modelli emergenti di welfare;
- Politiche pubbliche, valutazione e misurazione dell’impatto sociale;
- Co-programmazione, co-progettazione, co-produzione delle politiche pubbliche;
- Giustizia sociale, uguaglianza e inclusione;
- Welfare di comunità e reti territoriali di prossimità;
- Accessibilità e sostenibilità dei servizi;
- Welfare digitale e trasformazione tecnologica dei servizi pubblici;
- Continuità e trasformazioni della vulnerabilità sociale.
AREA TEMATICA 3
Economie e società in trasformazione
Di fronte alle crisi, il capitalismo si riorganizza, ridefinendo spazi economici e rapporti sociali e generando, talvolta, nuove forme di disuguaglianza. In questo quadro, la sostenibilità è divenuta principio guida per bilanciare crescita economica, tutela ambientale e diritti. Le scienze sociali sono quindi chiamate a interrogarsi sulle tensioni, i conflitti e le possibilità di trasformazione che ne derivano.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Lavoro, competenze, precarizzazione;
- Relazioni industriali e nuove forme di rappresentanza;
- Organizzazioni, innovazione e catene globali del valore;
- Società-Natura, sviluppo e post-sviluppo;
- Cura e riproduzione sociale;
- Economia fondamentale;
- Mercati e finanza sostenibile;
- Processi di transizione e giustizia sociale.
AREA TEMATICA 4
Città, territori e comunità
Un progresso sempre più segnato da logiche estrattive concentra risorse e profitti in poche aree privilegiate, acuendo squilibri territoriali e generando crescenti tensioni sociali e spaziali. Le scienze sociali – in particolare la sociologia urbana – sono oggi chiamate non solo a interpretare tali dinamiche, ma anche a elaborare pratiche di ricerca capaci di accompagnare le comunità nei processi di rigenerazione urbana e coesione territoriale, oltre che nello studio delle forme di partecipazione che ridisegnano il tessuto delle città. A ciò si aggiunge la necessità di analizzare i rapporti tra flussi di risorse e persone, e le tensioni generate dallo sfruttamento territoriale, per comprendere le condizioni di giustizia sociale e ambientale e la capacità delle comunità di costruire alternative sostenibili.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Disuguaglianze tra città e nelle città;
- Diritto alla città e giustizia sociale;
- Processi di policy making, conflitto e movimenti urbani;
- Percezione e gestione della sicurezza e della vivibilità nello spazio pubblico;
- Aree urbane, aree interne e aree rurali;
- Abitare, rendita e finanziarizzazione delle città;
- Gestione del turismo e gentrificazione;
- Welfare territoriale e infrastrutture materiali e immateriali;
- Processi di rigenerazione urbana;
- Ecologia urbana e città sostenibili (ad esempio, eco cities, transition town e slow cities);
- Mobilità, accessibilità e giustizia spaziale;
- Memoria, identità e narrazioni dello spazio pubblico;
- Smart cities, gamification e partecipazione digitale.
AREA TEMATICA 5
Migrazioni, diritti e società multiculturali
La migrazione rappresenta uno dei fenomeni più complessi della società contemporanea, che intreccia dimensioni socio-economiche, politiche e culturali. Si invita a una riflessione critica e interdisciplinare, capace di offrire analisi approfondite e soluzioni innovative su percezioni, politiche migratorie e trasformazioni sociali in atto.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Approcci metodologici e strumenti per la ricerca sulle migrazioni;
- Racconti di vita e memoria delle migrazioni, la migrazione come esperienza individuale, familiare e collettiva;
- Rappresentazioni culturali e mediatiche della migrazione;
- Discriminazione, disuguaglianza e vulnerabilità nei percorsi migratori;
- Le trasformazioni dei flussi migratori e nuove rotte (conflitti, crisi geopolitiche, cambiamento climatico);
- Governance multilivello, cooperazione internazionale e politiche di gestione delle frontiere e dei flussi;
- Diritto d’asilo e protezione internazionale, modelli di accoglienza e integrazione;
- Le “seconde generazioni” e la costruzione dell’identità multietnica e multiculturale: quando si smette di essere “migrante”?;
- Educazione interculturale, welfare e disuguaglianze sociali (accesso ai servizi sociali, salute e istruzione);
- Inserimento lavorativo e impatto economico dei lavoratori stranieri sui territori di arrivo e di origine.
AREA TEMATICA 6
Memorie, cooperazione e conflitti
Le memorie collettive e le narrazioni del passato contribuiscono alla costruzione delle identità politiche, influenzando conflitti e forme di cooperazione tra comunità e Stati. La loro selezione, rielaborazione o rimozione nello spazio pubblico non si limita a ridefinire il passato, ma orienta le rappresentazioni del presente e le visioni del futuro.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Spazi, luoghi e pratiche della memoria;
- Trauma, oblio e riconciliazione;
- Potere, egemonia e memorie contese;
- Giustizia di transizione;
- Memorie digitali;
- Memorie migranti;
- Dialoghi intergenerazionali;
- Attori e dinamiche delle relazioni internazionali.
AREA TEMATICA 7
Università, ricerca e co-produzione della conoscenza
Il modello di sviluppo oggi egemone – capitalismo cognitivo [1] – è ancorato a un alto grado di interdipendenza tra gli attori coinvolti, vecchi e nuovi: stato-Università-industria (“tripla elica”), la società civile e, infine, la natura. In un paradigma scientifico market-oriented che privilegia la conoscenza come fattore produttivo immediatamente valorizzabile, come, se e attraverso quali pratiche è possibile conciliare la missione pubblica dell’Università – intesa come produzione di beni pubblici e saperi critici – con la tensione verso l’impatto economico e le relazioni industriali?
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Il ruolo contemporaneo dell’Università per lo sviluppo: limiti e opportunità;
- Attività di ricerca: tra Stato, mercato e comunità;
- Il destino dei saperi critici nell’Università neoliberale;
- Studenti e “questioni studentesche”;
- Digitalizzazione, piattaforme e trasformazione dei processi di produzione e diffusione del sapere;
- Etica della ricerca, proprietà intellettuale e privatizzazione della conoscenza;
- Intersezioni tra Università, sostenibilità e transizione ecologica;
- Didattica universitaria, innovazione pedagogica e trasformazione dei modelli formativi;
- Genere, intersezionalità e disuguaglianze nei percorsi accademici e nella produzione scientifica;
- Valutazione della ricerca, metriche e performatività accademica;
- Precarizzazione del lavoro accademico e nuove gerarchie professionali;
- Co-produzione della conoscenza e pratiche partecipative (ad esempio, citizen science, open science).
[1] Vercellone, C. (a cura di) (2006). Capitalismo cognitivo. Manifestolibri.
AREA TEMATICA 8
Educazione e comunicazione nell’era digitale
Nell’era digitale i processi educativi e comunicativi sono oggetto di profonde riarticolazioni e trasformazioni che investono le modalità di apprendimento, produzione e condivisione della conoscenza, ridefinendo linguaggi, corpi e identità. In un ambiente onlife [1], dove sfera pubblica e personale si intrecciano, emergono nuove forme di partecipazione e narrazione di sé (storytelling, influencer culture, pratiche di autocoscienza e nuovi linguaggi). Accanto alle opportunità di democratizzazione del sapere e di innovazione pedagogica, si osservano tuttavia anche effetti regressivi: polarizzazione cognitiva, impoverimento dei processi di apprendimento, nuove disuguaglianze e sorveglianza diffusa. Le scienze sociali sono chiamate a indagare queste trasformazioni e a riflettere sulle implicazioni educative, culturali ed etiche portate in auge dalla crescente ibridazione dei linguaggi, valorizzando la neurodiversità come risorsa cognitiva, relazionale e culturale.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Trasformazioni pedagogiche e nuove modalità di apprendimento;
- Etica e diversità nella comunicazione e nell’apprendimento;
- Sfera emotiva, apprendimento e costruzione di sé;
- Comunicazione pubblica, sociale e politica;
- Identità, corpi e genere nelle pratiche educative e comunicative;
- Sfera pubblica, intimità e narrazioni di sé;
- Neurodiversità, linguaggi e nuove forme cognitive;
- Disuguaglianze e inclusione nei processi formativi e comunicativi;
- Media education, alfabetizzazione critica ed etica della responsabilità.
[1] Floridi, L. (a cura di) (2015). The onlife manifesto: Being human in a hyperconnected era. Springer.
AREA TEMATICA 9
Metodologie e approcci integrati nelle scienze sociali
Questa area tematica accoglie contributi che si propongono di superare la tradizionale dicotomia tra metodi quantitativi e qualitativi, valorizzando approcci integrati e mixed methods per analizzare la complessità dei fenomeni sociali. Sono benvenuti i contributi che riflettano sulle possibilità, le sfide e le conseguenze dell’integrazione tra metodi quantitativi e qualitativi nella ricerca sociale.
A titolo puramente esemplificativo si elencano di seguito alcuni possibili ambiti di riflessione:
- Progettazione e somministrazione di questionari e survey;
- Tecniche di raccolta e analisi qualitativa integrata da fondamenti empirici;
- Tecniche di raccolta e analisi quantitativa integrati da fondamenti teorici;
- Ricerca-azione e metodologie partecipate;
- Valutazione e analisi d’impatto delle politiche pubbliche;
- Disegni di ricerca mixed methods;
- Studio di casi e analisi comparata;
- Uso e integrazione di dati secondari, amministrativi e big data;
- Nuove tecniche di analisi mediante l’utilizzo di IA;
- Uso di risultati qualitativi per costruire strumenti quantitativi;
- Integrazione tra metodi demografici e strumenti qualitativi (ad esempio, life histories, biografie);
- Teoria del programma e del cambiamento nella costruzione degli strumenti di ricerca;
- GIS e/o metodi spaziali integrati con dati qualitativi territoriali.
INFORMAZIONI TECNICHE E RACCOMANDAZIONI
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Per candidarsi come relatori è necessario presentare un abstract (max. 500 parole), da inviare tramite il link di submission disponibile in calce a ciascuna sessione. Il link rimanda a un modulo Google da compilare entro il 30 giugno 2026 (ore 23:59).
In caso di eventuali difficoltà con la procedura di invio tramite Google Form, è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo e-mail: cndss2026@gmail.com.
Nota bene: al termine della CNDSS26 è prevista la possibilità di pubblicare i contributi all’interno di un volume collettaneo. Ulteriori dettagli saranno forniti nei prossimi mesi.